Storia e significato del logo AEC Illuminazione


Storia e significato del logo AEC Illuminazione

Nell’approfondimento seguente andremo a raccontare la storia e il significato del logo AEC Illuminazione. Prima di entrare nel dettaglio andremo ad analizzare che cosa è un logo per le aziende e il valore che ne determina.

Premessa teorica

Che cos'è un logo

La parola "logo" deriva dal greco "λόγος " che significa "parola" e indica un segno grafico o un simbolo usato per esprimere un concetto, un'identità, un valore.

Un logo ha significato perché fa riferimento ad un universo di segni e simboli del linguaggio letterario e visivo. Usato da secoli, il logo è capace di evocare nella mente dell’osservatore un particolare significato o entità, assumendo caratteristiche tangibili ed intangibili.

L’importanza del logo per le aziende

Soprattutto a partire dalla rivoluzione industriale, le più importanti aziende del mondo hanno deciso di racchiudere tutto il loro know-how in un simbolo, un’iconografia che potesse tramandare la loro immagine nel corso dei secoli.

Con questa importantissima strategia di comunicazione, l’identità visiva di un logo può determinare il legame o meno di un consumatore al marchio, espressione dell’intelletto umano che da pensiero diventa forma.

Ma qual è la storia del logo di AEC Illuminazione?

Un logo che si evolve con l’Italia

Siamo in pieno boom economico, dove l’Italia attraversa un periodo di rivoluzione economica e sociale senza precedenti. Il Paese, uscito dalle rovine della II Guerra Mondiale, diventa una delle maggiori potenze industriali del pianeta con un cambio radicale di usi, costumi e bisogni della popolazione. I paesi modificano il loro aspetto trasformandosi in città, mentre il sistema delle comunicazioni, dei costumi e dell’industria viene profondamente rivoluzionato. 

In questo periodo di grandi cambiamenti, Cino Cini, giovane imprenditore nato a Subbiano (Toscana) nel 1919, cresce con il pensiero che la luce stia diventando sempre più un elemento imprescindibile della società moderna.

Da sempre la sua passione è stata quella di giocare con la luce, tanto che nel 1957 realizza i suoi sogni fondando per la prima volta la Tecnar, un’azienda dai prodotti innovativi e funzionali specializzata in illuminazione di scaffalature per attività commerciali. La domanda per beni di consumo di massa cresce notevolmente e Cino Cini decide di staccarsi dalla Tecnar fondando la a.e. cini (Azienda Elettrica Cini) specializzandosi in arredamenti metallici e scaffalature componibili, registrando con "Inca Bloc" il primo brevetto nel 1957. Gli affari procedono in modo positivo e Cino CIni si specializza come gruppo apparecchi per illuminazione industriale e per interni nel 1959.

      

Da questo momento l’azienda si affaccia al mondo dell’illuminazione per la grande distribuzione organizzata, pubblicando il suo listino cartaceo di apparecchi per illuminazione da interni. Nel 1960 l’azienda assume per la prima volta l’acronimo di AEC, tre lettere in successione di carattere maiuscolo che descrivono il marchio, grazie al quale i prodotti iniziano ad acquisire un valore intangibile molto importante.

Notorietà del logo AEC Illuminazione

Nel 1966, dopo la devastante alluvione che colpì la città di Firenze, Cino Cini fu incaricato dalla municipalità fiorentina di fornire la nuova illuminazione pubblica e decorativa della città. Il primo grande committente italiano dell’azienda. Un’occasione per avviare la grande produzione di candelabri artistici in ghisa per l'illuminazione dei centri storici ed avviarsi alla produzione industriale per le città.

Nel 1967 Cino Cini registra il suo primo brevetto per l’illuminazione pubblica, un palo modulare la cui sezione poteva variare secondo la richiesta del cliente. Fu una grande innovazione per l’epoca, che fece posizionare il logo AEC ai vertici del mercato, sinonimo di innovazione, qualità e know-how italiano.



Negli anni ’70 l’importanza della comunicazione cresce a livelli esponenziali. La Apple realizza i primi computer per la produzione di massa e cambiano le dinamiche di vendita e del marketing, gettando le basi per lo sviluppo culturale e digitale che caratterizzerà le aziende del millennio successivo. È in questo periodo, nel 1971, che Cino Cini lavora su nuove implementazioni del logo AEC, studia, disegna, cancella, ricerca un “non so che” che potesse descrivere tutta la sua idea di illuminazione in un unico tratto.

Un’importante intuizione, un primo passo che getterà le basi per l’ascesa dell’odierno logo AEC Illuminazione. Nel 1978, convinto che la luce potesse davvero portare un cambiamento positivo nella società moderna, Cino Cini decise di affiancare la sigla “AEC” a quella di “Illuminazione”: un’azione innovativa per l’epoca e che posizionò il marchio nella mente del consumatore come azienda di produzione industriale di lampioni per illuminazione pubblica.

Sviluppo del logo AEC Illuminazione

Nello stesso periodo, AEC dedica importanti investimenti alla nuova produzione di lampioni per illuminazione stradale e Cino Cini è ancora alla ricerca di nuove idee per migliorare la propria comunicazione aziendale. Studia, disegna, cancella, ricerca il “non so che” che potesse descrivere tutta la sua idea in un unico tratto, un carattere, un simbolo che potesse descrivere un apparecchio da illuminazione, un’idea che dovesse essere tramandata di generazione in generazione. È in questo periodo che Cino Cini racchiude le tre lettere “AEC” in 3 quadrati posti in ordine orario, seguiti da un simbolo, quello del flusso luminoso, che si identifica in fisica con Φ (phi).

Affermazione del logo AEC Illuminazione

Nel 1984 cambiano le sorti dell’Azienda. Cino Cini scompare improvvisamente e il figlio Alessandro Cini prende la guida della direzione manageriale e artistica, portando con sé gli importanti insegnamenti del padre.

Il grande lavoro di Alessandro inizia con un susseguirsi di notevoli investimenti nel territorio. Nel 1988 si attua un piano di ricollocamento e costruzione del nuovo stabilimento e nel 1999 l’Azienda viene certificata con il sistema di qualità ISO 9001:1994, un riconoscimento che premia il lavoro e la serietà di tutto lo staff AEC Illuminazione.

Nel 2010 avviene un cambiamento strategico fondamentale per l'Azienda: dalla produzione di soluzioni per illuminazione a scarica, a quella di apparecchi per illuminazione pubblica a LED, uno slancio innovativo verso nuove opportunità e nuovi orizzonti del logo AEC Illuminazione.

In questo preciso momento storico il logo evolve con i successi dell’azienda e prende la sua caratteristica forma grazie ad un nuovo restyling. L’acronimo AEC, Azienda Elettronica Cini, viene progettata armonicamente in tre quadrati posti successivamente in ordine orario ed affiancati dal simbolo Φ (phi), un carattere che potesse connotare tutti i valori dell’azienda in un unico tratto.

Evoluzione loghi AEC Illuminazione dal 1956



Logo AEC Illuminazione oggi




 

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